CON_FINE fotografie al margine

25 giugno 2010

dalla società dell’immagine all’immagine della società

Il tema
Il tema è quello di rappresentare una società sempre più votata all’espressione dell’immagine, attraverso la rappresentazione fotografica del suo stesso immaginario.
Il progetto si propone, attraverso l’invito di alcuni tra i più importanti fotografi italiani nel mondo, di documentare con le loro immagini, i diversi punti di vista sulla società contemporanea, intesa sia in termini fisici di territorio di paesaggi e di città, sia in termini più propriamente fenomenici di relazioni, di eventi e di linguaggi che caratterizzano questo inizio del terzo millennio.

I fotografi, sono scelti a partire dalla loro capacità di rappresentare le diverse forme della trasformazione in atto, dai paesaggi urbani ai paesaggi umani alle diverse espressioni del sociale (Cosm,o Laera, Gabriele Basilico, Andrea Jemolo, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto). I fotografi saranno invitati a tenere un incontro con gli studenti sul tema specifico del progetto e sulle sue diverse declinazioni, portando con se oltre al bagaglio di esperienze, alcune immagini significative del proprio pensiero, capaci di esprimere attraverso la fotografia il senso della rappresentazione della realtà. Ai fotografi sarà chiesto anche di indicare alcune immagini significative del proprio repertorio attraverso le quali documentare le ragioni del proprio punto di vista. Le immagini e le conversazioni tra i fotografi gli studenti saranno raccolte in una pubblicazione che, con il contributo e l’intervento di studiosi ed esperti, documenteranno gli esiti del progetto. I contenuti In una società sempre più attenta alla celebrazione dell’apparenza, si sono progressivamente perse le attenzioni per tutto quello che non produce visibilità, che non si pone al “centro” dell’interesse, relegando sempre più ai margini tutto il resto. Il margine, tuttavia, è qualcosa che si colloca al limite, lontano dal centro, talvolta però, proprio per sua intrinseca forza, finisce per diventare luogo di nuove centralità. Ne sono significativa testimonianza alcune parti di città che, nella crescita delle nuove espansioni, si sono trasformate da originarie periferie, quali erano, in poli di nuova attrazione. La ricchezza e la particolarità degli spazi al margine della città e della società contemporanea, consiste proprio nella loro iniziale indefinitezza; luoghi in perenne attesa di riscatto, privi di una configurazione conclusa, presentano la loro eccezionalità nell’articolazione mai compiuta del proprio intorno. Spesso la città e la società cresce oltre questi limiti con forme e regole nuove, prive di una continuità con quelle stesse ragioni che le ha generate, presentando in maniera evidente gli sfrangiamenti e le contraddizioni che li caratterizzano, frammenti di risulta che esprimono forme urbane e relazioni sociali diverse, come risultato dei diversi modi di abitare la città. Il margine che originariamente segnava il limite del costruito si ripropone come nuovo centro tra la città consolidata e le nuove espansioni. Vera e propria interfaccia, tra linguaggi ed espressioni di una città che cambia, di una società che muta modi e forme di vita, il confine registra al suo interno le nuove figure della trasformazione. Così come accade sul finire di un epoca, quando la conclusione di un periodo storico apre lo spazio alle prospettive di un nuovo ciclo, è il momento di passaggio a segnare contemporaneamente la fine ed il principio, quella morte che, in quanto tale, offre il suo trascorso alla nascita di una nuova vita. Così come il luogo di “frontiera” è quello più denso di ricchezza e di culture molteplici, all’interno del quale convivono appartenenze plurali, identità multiple di popoli che altrove esprimono una centralità altra e, talvolta conflittuale.
Così come la marginalità, nella quale troppo spesso la società contemporanea confina le espressioni non omologate, conquista progressivamente le ragioni del proprio riscatto con la forza di quella stessa identità nella quale con arrogante superficialità è stata reclusa. Così come, infine, sono i confini del disagio a generare la ricchezza di nuove forme di adattamento che, nella povertà delle proprie limitazioni, manifesta la straordinaria forza di un valore aggiunto.

Gli obbiettivi
L’obbiettivo dell’iniziativa è quello di provare a prendere coscienza delle trasformazioni della contemporaneità con quelle stesse modalità con le quali quella stessa trasformazione sta celebrando il proprio esito. L’immagine.
Come passare, appunto, dalle forme passive attraverso le quali subiamo una società sempre più legata alla celebrazione della propria immagine, alle forme attive di comprensione delle modalità con le quali si esprimere l’immagine della società. Guardare la società attraverso l’obbiettivo privilegiato di alcuni tra i più grandi fotografi che ne hanno celebrato il processo di trasformazione, attraverso il loro pensiero e, soprattutto, le loro immagini.
E’ questa la ragione per cui l’attenzione si sposta dal “centro” ai “margini” nella convinzione che proprio nei margini si producono le sensibilità più estreme ai processi di cambiamento.
In tal senso, la crisi dei valori della contemporaneità viene letta come perdita di punti di riferimento, all’interno dei quali non distinguiamo più il margine dal centro, il dentro dal fuori, il luogo dal territorio, il locale dal globale, il punto dalla superficie, in una sovrapposizione ormai generalizzata di senso e di ruoli per i quali ogni volta siamo costretti a ri-scrivere il significato di tutte le cose.

Calendario degli incontri
gli incontri si terranno nelle aule della Facoltà di Architettura di Pescara (da concordare con il calendario delle attività didattiche)

  • conferenza stampa di presentazione del progetto – lunedì 28 giugno
  • incontro con Cosmo Laera – martedì 13 luglio
  • incontro con Andrea Jemolo – Luca Campigotto – mercoledì 29 settembre
  • incontro con Gabriele Basilico – Gianni Berengo Gardin – mercoledì 27 ottobre

in occasione dell’incontro del 27 ottobre sarà presentata anche la pubblicazione sul tema, che raccoglie i contributi e le immagini selezionate per l’iniziativa
L’organizzazione del progetto è a cura dell’ associazione studentesca “360gradi”. Presente all’interno dell’ateneo dal 1997, è dedita all’attivismo culturale, politico e sindacale, con l’obbiettivo di rendere l’Università un luogo di ricerca e condivisione, lontana dalla politica degenerante, basata sugli interessi personali e con finalità opposte al mondo universitario.
L’iniziativa è finanziata dal programma per l’utilizzo dei fondi stanziati dall’Università degli Studi “G. D’Annunzio” nel bilancio 2009 destinati alle INIZIATIVE E ATTIVITA’ CULTURALI E SOCIALI delle
organizzazioni studentesche da svolgere nel corso dell’anno accademico 2009/2010.

ELEZIONI CNSU 2010, ERCOLE LISTINO CANDIDATO

3 maggio 2010

Chieti – Il 12 e 13 maggio 2010 gli studenti di tutte le Università Italiane saranno chiamati alle urne per il rinnovo della rappresentanza studentesca all’interno del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). Il CNSU è un organo consultivo nazionale che opera a supporto del Ministero dell’Università e Ricerca sui temi riguardanti l’Università.
In occasione di tale tornata elettorale, l’associazione universitaria dell’Ateneo Chieti – Pescara “360 Gradi”, da più di 10 anni impegnata nella rappresentanza all’interno della prima Università Abruzzese, presente in tutti gli organi centrali (CdA, ADSU, CUS, Senato Accademico) e in quasi tutte le facoltà, con 27 consiglieri, ha deciso di candidare un proprio rappresentante all’interno del raggruppamento di centro-sinistra “UDU – LISTE DEMOCRATICHE – LISTE DI SINISTRA”.
360 Gradi, infatti, esprime e sostiene la candidatura di Ercole Listino, 25 anni, pugliese, studente di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche (CTF). Listino, da 3 anni rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà di Farmacia, è anche membro del CdA del C.U.S. dell’Università D’Annunzio.
“Nel mio programma – spiega Listino – c’è sicuramente al primo posto la ferma opposizione alla distruzione dell’Università Italiana, proposta dal Ministro Gelmini, la cui riforma allo stato attuale è semplicemente una mole enorme di leggi e regolamenti il cui devastante impatto investirebbe in pieno gli Atenei Italiani. Da non trascurare è la diminuzione dei finanziamenti che, a dispetto degli spot ministeriali, non tiene conto della qualità, prevedendo invece la possibilità di forti finanziamenti da parte di privati (cui poi spetterebbe l’ingresso all’interno dei CdA) con relative ripercussioni sull’autonomia della didattica e soprattutto della ricerca. Netta contrarietà, inoltre, al fondo nazionale per il diritto allo studio, previsto dal Ministro. È infine necessario – continua  Listino – che lo stesso CNSU abbia lo studente come scopo ultimo del proprio lavoro politico, e che non si riduca, come è accaduto soprattutto nell’ultima consiliatura a presidenza centro-destra, a mero strumento di persuasione sulla bontà delle azioni ministeriali.”
“Abbiamo deciso, come Associazione, di proporre e sostenere la candidatura di Ercole – dichiara Laura Contestabile, presidente dell’Associazione “360 gradi” – da sempre impegnato per gli studenti della D’Annunzio. La sua scelta non è casuale, dunque, anche considerando che la nostra Associazione non si è mai misurata su una competizione nazionale, ma ad oggi questa scelta ci è sembrata doverosa per la necessità di opporsi allo scempio dell’Università firmato Gelmini”.
“Ringrazio 360 Gradi – conclude Listino – per il sostegno in questa battaglia difficile; so che, nel caso in cui venissi eletto, non mi aspetterà un lavoro facile, ma sono affascinato e motivato. Mi attende una dura lotta in difesa degli studenti.”
Ercole Listino è candidato nella lista “UDU – LISTE DEMOCRATICHE – LISTE DI SINISTRA” nel III Distretto Elettorale che comprende le Università di Lazio, Toscana, Abruzzo e Umbria.

Si vota i giorni 12 maggio, dalle 8:30 alle 19:00, e 13 maggio, dalle 8:30 alle 14. Si vota tracciando una croce sul simbolo dell’ ”UDU – LISTE DEMOCRATICHE – LISTE DI SINISTRA” ed esprimendo la preferenza LISTINO.

listino santino

Presentazione della Conferenza “Ri(e)voluzione” (La Decrescita sostenibile come soluzione alla crisi)

4 febbraio 2010

Università G.D’Annunzio – Auditorium del Rettorato – Chieti
15 Febbraio 2010 ore 10.00

L’Associazione 360 Gradi nella persona del Rappresentante degli Studenti nel Senato Accademico Matteo Gorilla comunica che il 15 Febbraio 2010 alle ore 10.00 avrà luogo presso l’auditorium del rettorato dell’Università di chieti una conferenza sulla decrescita ed economia sostenibile.

Ospite illustre dell’evento culturale sarà il Prof. Emerito dell’Università di Parigi Sud Serge Latouche, teorico della decrescita e uno dei maggiori esperti dell’economia solidale mondiale. Il dibattito verterà attorno al fallimento del modello economico attuale e una nuova evoluzione nel dopo crisi con l’aiuto proprio delle teorie di decrescita.

Interverranno inoltre il Prof Giulio Lucchetta della Facoltà di Lettere e Filosofia e Dipartimento di Scienze dell’Antichità.
“              “          il Prof. Claudio Tuozzolo della Facoltà di Lettere e Presidente del Corso di Laurea di Sociologia.

L’introduzione e l’organizzazione della conferenza sarà affidata al Sig. Matteo Gorilla , Rappresentante degli Studenti nel Senato Accademico.

Si ringraziano per la collaborazione L’università degli studi G.D’Annunzio,la cooperativa solidale onlus L’isola di Amantani ed il Comune di Chieti.

latouche nero

Per ulteriori informazioni

Matteo Gorilla
Rappresentante nel Senato Accademico
Università G.D’Annunzio Chieti Pescara
matteogorilla@gmail.com
+39 338/339 82 76

Progetto Met-A-rt-E

3 febbraio 2010

L’Associazione Universitaria 360 gradi è lieta di presentarVi la mostra S.O.S. Solo Ombre Sensoriali, personale di Angelo Bucciacchio scritta e curata da Anastasio Karonis.
Tale mostra è ubicata presso l’edificio circolare della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università G.D’annunzio di Chieti da oggi mercoledì 3 fino a giovedì 25 febbraio con orario continuato 9.00 – 20.00 .

L’evento è organizzato con i fondi universitari destinati alle attività culturali studentesche e si colloca all’interno della trilogia espositiva Met-A-rt-E.

LOCANDINA

A chi piace questa Storia?

10 novembre 2009

Nell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti, a un anno dalla disattivazione del Corso di Laurea in Storia, chiude i battenti anche la Specialistica ad essa collegata: “Civiltà e Società del Mediterraneo”.
La scelta è stata dettata dalle Direttive Ministeriali, senza avere la minima considerazione del Regolamento Didattico di Ateneo e i tempi burocratici, unica tutela per gli iscritti.
E’ stata violata completamente l’etica nel prendere questo provvedimento che doveva passare per il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia prima di essere definitivo, cosa non avvenuta e la corretta comunicazione di tale decisione è stata completamente assente, tant’è che gli studenti sono giunti casualmente a conoscenza della disattivazione.
Non è mancato il lato umoristico. Uno studente riesce a iscriversi all’agognata specialistica per poi essere chiamato della segreteria universitaria che gli propone: o il rimborso o l’iscrizione a un’altra specialistica.
Insomma tempi duri per gli storici, ma siamo poi tanto certi che questa sia una faccenda solo per addetti ai lavori?
Il nostro timore è che le irregolarità rilevate nel procedimento utilizzato alla chiusura crei un precedente, e legittimi il nostro Senato Accademico ad agire in questo senso quando lo riterrà opportuno.
Nello specifico: questa era una decisione da dover prendere entro il 31 gennaio del 2009 in riferimento all’anno accademico 2009-2010. Inoltre il manifesto degli studi deve essere pubblicato entro il 1 luglio; la decisione della chiusura della specialistica è stata presa dal senato accademico il 13 luglio per essere effettiva già in settembre.
Nel documento manca ogni esplicito riferimento alla chiusura, presentata al Consiglio di Facoltà come una decisione già presa, rifuggendo dal principio di democraticità decisionale. Inutile ribadire l’importanza di una specialistica essenziale per garantire una formazione completa che dovrà essere cercata altrove.
Sappiamo di essere al tredicesimo posto nella classifica delle università meritevoli fatta stilare dal Ministero dell’Istruzione. Ci chiediamo, allora, per quale motivo la nostra Università deve essere la prima a chiudere dei corsi per il semplice fatto di non rispondere a regole del numero, tra l’altro discutibili.
Il timore di essere solo all’inizio di un effetto domino sembra diventare reale. L’anno prossimo è prevista la chiusura del corso di Operatore dei Beni Culturali, sempre della Facoltà di Lettere. Speriamo che non venga effettuata con le stesse modalità e soprattutto senza nessun riguardo nei confronti degli studenti.

L’Associazione Studentesca “360 Gradi”
Gli Studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia
Gli Studenti del Corso di Laurea in Storia

Nell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti, a un anno dalla disattivazione del Corso di Laurea in Storia, chiude i battenti anche la Specialistica ad essa collegata: “Civiltà e Società del Mediterraneo”.

La scelta è stata dettata dalle Direttive Ministeriali, senza avere la minima considerazione del Regolamento Didattico di Ateneo e i tempi burocratici, unica tutela per gli iscritti.

E’ stata violata completamente l’etica nel prendere questo provvedimento che doveva passare per il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia prima di essere definitivo, cosa non avvenuta e la corretta comunicazione di tale decisione è stata completamente assente, tant’è che gli studenti sono giunti casualmente a conoscenza della disattivazione.

Non è mancato il lato umoristico. Uno studente riesce a iscriversi allagognata specialistica per poi essere chiamato della segreteria universitaria che gli propone: o il rimborso o liscrizione a unaltra specialistica.

Insomma tempi duri per gli storici, ma siamo poi tanto certi che questa sia una faccenda solo per addetti ai lavori?

Il nostro timore è che le irregolarità rilevate nel procedimento utilizzato alla chiusura crei un precedente, e legittimi il nostro Senato Accademico ad agire in questo senso quando lo riterrà opportuno.

Nello specifico: questa era una decisione da dover prendere entro il 31 gennaio del 2009 in riferimento allanno accademico 2009-2010. Inoltre il manifesto degli studi deve essere pubblicato entro il 1 luglio; la decisione della chiusura della specialistica è stata presa dal senato accademico il 13 luglio per essere effettiva già in settembre.

Nel documento manca ogni esplicito riferimento alla chiusura, presentata al Consiglio di Facoltà come una decisione già presa, rifuggendo dal principio di democraticità decisionale. Inutile ribadire limportanza di una specialistica essenziale per garantire una formazione completa che dovrà essere cercata altrove.

Sappiamo di essere al tredicesimo posto nella classifica delle università meritevoli fatta stilare dal Ministero dell’Istruzione. Ci chiediamo, allora, per quale motivo la nostra Università deve essere la prima a chiudere dei corsi per il semplice fatto di non rispondere a regole del numero, tra laltro discutibili.

Il timore di essere solo allinizio di un effetto domino sembra diventare reale. Lanno prossimo è prevista la chiusura del corso di Operatore dei Beni Culturali, sempre della Facoltà di Lettere. Speriamo che non venga effettuata con le stesse modalità e soprattutto senza nessun riguardo nei confronti degli studenti.

L’Associazione Studentesca “360 Gradi”

Gli Studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia

Gli Studenti del Corso di Laurea in Storia